La vicenda si svolge in una valle montana del nord Italia (volutamente non viene specificato il luogo perché tale storia si sarebbe potuta svolgere in qualsiasi paese) nella casa di Don Clemente, parroco del luogo.
Il nostro curato vive con un giovane sacrista un po’ fesso (tale è il motivo per cui è stato riformato) e con la sorella zitella che gli fa da perpetua.
Quando l’8 settembre del 1943 il Generale Badoglio firma l’Armistizio con gli anglo-americani, il podestà del paese convince don Clemente ad ospitare in casa propria la giovane figlia con la scusa che essendo rimasto vedovo non è più in grado di provvedere alla sua educazione. In realtà egli teme per l’incolumità della figlia qualora dovessero giungere in paese le truppe alleate.
Dopo pochi giorni don Clemente accetta in casa anche un partigiano ferito, scampato miracolosamente ad uno scontro a fuoco con dei nazisti, dandogli la copertura di seminarista.
Tra i due giovani sboccia l’amore…
Si ride per le vicende che avvengono nella casa di un povero curato di montagna, ma nello stesso tempo si rivivono le fasi salienti della storia d’Italia dall’8 settembre 1943 fino al novembre del ’44, quando, a pochi mesi dalla Liberazione, termina la vicenda narrata.
La Compagnia Teatrale “Entrata di Sicurezza” gioca nuovamente la carta della comicità per giungere direttamente al cuore dello spettatore, convinta che il riso apra maggiormente le menti che non il pianto.
Un periodo tragico trattato con la comicità…perché la vera comicità nasce dalla tragedia. |